Notte di metà luglio

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Congedati i compagni di ventura rimaniamo soli, ci perdiamo negli occhi come due liceali ad un ballo di fine anno. Passeggiamo stretti l’un l’altra facendo riflettere una sola ombra sul lastricato illuminato da flebili lampioni. Chiacchierate intense fatte di soli  sguardi e sorrisi. Non riesco a parlare perché sono talmente attento e ricettivo da non voler perdere neanche per un istante il tuo contatto visivo. Le mani iniziano a cercarsi come due calamite. Arriviamo alla riva del mare dove tutto si attenua ancora di più; le ultime voci si affievoliscono e la solitudine notturna domina la spiaggia. Un abbraccio intenso lungo istanti infiniti ci ammalia facendoci fondere in una sola entità. I vestiti intrisi di salsedine ci ricordano che forse non si tratta di un sogno….oppure si. Sembra che ci stessimo cercando da una vita…..quegli istanti, quei gesti, quelle piccole finezze che solo tu ed io aspettavamo da tanto. La foga di riconoscerci e condividerci ci investe, iniziamo a viaggiare con l’unica consapevolezza che il tempo ci donerà una meta; nel  frattempo i sospiri, le parole rubate, gli abbracci veri e i baci intensi continuano a soggiogarci e noi non riusciamo già più a farne a meno.

 

 

 

 

 

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In attesa del risveglio

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Mi affaccio con fatica nel giardino della mia fortezza della solitudine dove c’è un sole morente che tinge d’oro il firmamento.  Tra poco ci sarà un tripudio di profumi e di essenze, un’altra stagione che parte e libera il cuore dalle congestioni invernali, un respiro di freschezza per le stanze chiuse dell’anima. La vegetazione sembra ancora dormiente eppure la rugiada prova a svegliarla con la sua dolce mole cristallina. Si intravedono i primi fiori e fiorellini sbocciare timidamente, indecisi se mostrarsi o meno come modelle debuttanti ad una sfilata di moda. Eppure essi sono lì e si fanno strada tra le erbacce rinsecchite per sfoggiare la loro forma migliore. Si respira aria di speranza.                             Mi sento fuori dal mondo, per un attimo mi dissocio da tutto, mi godo quello spettacolo celeste e assaporo la nuova stagione entrante, fiducioso che qualcosa di migliore possa accadere.

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…concedigli una tregua!

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Poc’anzi ero al telefono con un amico di vecchia data ed ho sentito la necessità di stilare qualcosa, di intingere la penna nel calamaio dei ricordi e delle emozioni estinte. Ho letto un post che mi auguro per lui sia di buon auspicio. “Se una persona la ami davvero la devi lasciare andare”. La devi lasciare andare dopo che le hai fatto capire quanto possa essere essenziale il suo benessere e che tu sei disposto a farti da parte per lei, far calare il sipario sulla vostra storia per garantirle un ulteriore benessere. Il benessere dell’altro: in alcuni casi un’espressione crittografata di “amore tossico”, un amore che ti lascia senza respiro imbavagliato dalle passioni e dai ricordi vividi che non riesci a cancellare neanche con le onde emotive della riflessione e dell’oblio. Ti scavano dentro, ti corrodono l’animo e ti violentano il cuore. Carissimo, non perdere di vista te stesso, la persona con cui ti interfacci ogni santo giorno, ogni istante, ogni attimo….concedigli una tregua! Donagli un attimo di pace! In alcuni momenti, quando respiri e ti percepisci, sorridi e fregatene del resto!

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Intreccio

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Forse nulla è finito, non è mai iniziato oppure è sempre stato un intreccio perenne senza prefazione né introduzione né tanto meno un finale da presagire. Sempiterna è la storia dove il protagonista si fa guidare da una voce narrante che non ha idee chiare ma che ha comunque fame di sentimenti e vuole a tutti i costi che le intemperie emotive investano il personaggio. La cosa più bella è la genuinità delle emozioni, le reazioni e gli effetti che il prescelto esterna e trasuda dalla sua anima, il tutto dato in pasto a degli squali famelici, una sorta di venditori di almanacchi che si presentano ogni qualvolta il protagonista acquisisce sicurezza sul suo avvenire: loro puntualmente spodestano ogni misera certezza con il dubbio della paura e del fallimento. Questa è una storia comune, può essere l’abito che chiunque può indossare per iniziare a coprirsi e poi scegliere di abbellirsi a proprio piacimento durante il viaggio. Se piove? Sarà il momento più bello ed intenso per testare i vestiti che abbiamo scelto.

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Speranza

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Ti ho tenuta stretta al mio cuore con tutto me stesso. Ho cercato di custodirti gelosamente come una pietra preziosa nascosta in un cassetto di un mobile antico di un antiquario, con l’agognato desiderio che nessuno ti trovasse mai per non sgualcirti. Lo scopo era di serbare la tua autentica lucentezza, il tuo profumo speziale e il tuo eterno calore; non è servito poi a molto. La prima brezza non l’hai neanche avvertita ma le altre tempeste interiori ti hanno indebolita e provata, una raffica di emozioni talmente travolgente da investire anche gli stoici più impavidi. Di colpo non ti sento più, ti percepisco a malapena, so che sei ancora qui e conoscendomi…..difficilmente te ne andrai mai cara speranza, abbiamo ancora molte battaglie da combattere insieme, strade da intraprendere, errori da commettere, scelte da fare e molto altro ancora. Durante il viaggio rallenteremo, ma l’importante è non fermarsi mai.

Dedicata a chi lotta quotidianamente e non vuole arrendersi.

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Augurio sincero

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Quest’anno non riesco a percepirla. Non la sento, non mi accarezza, non mi travolge. Essa è assente: l’atmosfera natalizia. Ne parlavo con una mia cara amica. I giorni si somigliano l’un l’altro, rimane solo la lunga fila di auto e le guerre ad accaparrarsi regali e prelibatezze per sontuosi banchetti. Non c’è più l’innocente curiosità di uscire all’aperto per sperare di vedere un fiocco di neve cadere dal cielo, un fiocco di cotone che possa accarezzare l’anima e cullare il cuore. Ogni anno si arricchisce di nuove esperienze e ricordi, persone che vanno e che vengono, sfide e battaglie affrontate, traguardi raggiunti, sconfitte incassate, amori persi e sbocciati, momenti vissuti tutti d’un fiato; l’amarcord si fa nitido in questi ultimi giorni dell’anno. Il clima familiare è ormai diventato flebile sia per la distanza che per le vicissitudini occorse e questo mi logora. Poi ripenso ad una chiacchierata autentica con altri guerrieri solitari accomunati da qualcosa di profondo e non banale mascherato da una ilarità apparente. Una canzone spalmata sulla via del ritorno riecheggia nella mente ed un sentito augurio di cuore che desidero inoltrare a tutti voi affinché non finisca mai di accadere qualcosa di bello nella vita di ognuno di noi.

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Massima

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La sera…al tramonto

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La sera al tramonto è un momento suggestivo e riflessivo, effettui un resoconto della giornata trascorsa e pensi. Pensi a tutto quanto, alle azioni, agli avvenimenti, alle persone, ai comportamenti giusti o sbagliati, se hai nuociuto alla sensibilità di qualcuno o addirittura alla tua stessa. Sicuramente hai fatto ciò che sentivi non curante del troppo donare che spesso è liberatorio ma deleterio. In fin dei conti non saprai mai se ne sia valsa la pena oppure no, sai solo che hai combattuto numerose battaglie riportando vittorie e sconfitte ma soprattutto ti rendi conto che la guerra non è finita. In ogni nuovo scontro l’esercito a tua disposizione viene decimato e non ci sono truppe di rinforzo, c’è solo la volontà che, se utilizzata almeno alla metà della sua vera potenza, può avere l’effetto devastante di una bomba atomica. Essa può radere al suolo ogni ostacolo facendo spazio alla solitudine, una dimensione onirica felice in cui rifugiarsi e rifocillarsi dove poter stare con se stessi ad accarezzare le ferite riportate negli scontri.                                                           Continuo la guerra decidendo di rimanere me stesso e di non cedere al contesto sociale attuale che, all’apparenza, può sembrare comodo ma senz’altro spersonalizzante. Preferisco stringerti tra le braccia solo quando ci riconosceremo reciprocamente, quando entrambi saremo pronti per guardarci negli occhi vicendevolmente per poi smarrirci nei nostri abbracci. Nel frattempo ti aspetto in silenzio dietro ad una porta di vetro smerigliato per farmi trovare dai tuoi occhi profondi e malinconici, sicuro di riuscire a strapparti  nuovamente un sorriso, un autentico splendore dettato solo dal tuo cuore.

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Lo sguardo ritrovato

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Li ho visti quegli occhi: sinceri, profondi, innocenti, candidi, genuini, provati, vissuti, semplicemente innamorati della scelta fatta qualche anno fa. Una scelta non facile che richiedeva di travalicare le barricate della ragione per far sfociare il fiume dell’amore, irrazionale, selvaggio, sublime, duraturo e tu ce l’hai fatta. Ho assistito da spettatore esterno, ho già visto quello spettacolo ma ogni volta ha il suo fascino. E’ come rientrare a distanza di anni in un cinema e rivedere una pellicola che ha significato molto con occhi diversi. Ti soffermi sui profumi, i colori, l’ambiente, le grinze della pellicola che indicano il trascorrere inesorabile del tempo, le emozioni sempiterne ed autentiche come i ricordi in esse celati. Mi hai invitato a questa visione per farmi partecipe delle tue aspettative prolifiche e salde osteggiate solo dal contesto in cui viviamo ora. Ho imparato che la speranza di credere in qualcosa si vede dalle piccole cose all’apparenza non eclatanti ma essenziali che vanno coltivate giorno per giorno, momento per momento indipendentemente dall’ambiente che ci circonda come le primizie coltivate fuoristagione. Non c’è serra più sicura del desiderio di mantenere vivo ciò che si è conquistato con tutto se stessi.

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Preludio d’estate

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La calura estiva sopraggiunge prepotentemente, le giornate si allungano, i paesaggi sono più rigogliosi e la luna tarda ad arrivare ogni sera. Il cielo sembra un maestoso “drive in” che ad ogni tramonto regala anteprime da sogno. Una insolita tranquillità si insinua nel cuore, i colori accesi rassicurano le inquietudini e sono un potente lenitivo per le oscurità strascicate durante il lungo inverno. Tutto sembra in attesa di qualcosa di bello o è semplicemente il primo momento di tregua e di rinnovamento che c’è stato finora. Contemplo il tramonto, non pongo domande, non cerco risposte. Ascolto il silenzio.

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