Ad una cara amica

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“La felicità è una farfalla che, se la insegui, sfugge sempre alla presa, ma se ti siedi tranquilla, può anche posarsi su di te” (cit. Nathaniel Hawthorne)

Con questo augurio ti dico solo di fermarti e respirare il più possibile concentrandoti su ogni singolo atomo che ti circonda. Ognuno ha il diritto di sorridere e star bene, non bisogna annullarsi per nessuno. Sedersi e aspettare, a volte, è l’unico modo per scegliere il benessere perché hai tutto il tempo per valutare bene. Quando sentirai quel brivido di vita addosso allora lasciati andare.

Ad una cara amicaultima modifica: 2015-01-11T18:29:51+01:00da extemporaneous
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4 risposte a Ad una cara amica

  1. milfer scrive:

    Intanto Buon anno non so come ti chiami chiunque tu sia
    Non ho capito granché, sarà un brivido di freddo o forse non so amore tantrico,boh?on saprei proprio . Mi viene in mente un paio di anni fa mi sottoposti all’ipnosi per curarmi gli acufeni, interessante il dottore mi parlava con sottofondo ogni volta diverso e rilassante tipo scroscio del torrente, facendomi immaginare che ne so di essere in tempio buddista, poi arrivano dei monaci che mi mettevano dei sassi o sfere in zone che indicava non ricordo ben Cmq ogni volta variata in genere era in orario pranzo era un bel riposino davvero. Diciamo che gli acufeni non sono spariti, certo attenuati a volte non ci sono,però non mi fanno piu paura.Ricordo quando mi sono apparsi non capivo sono andata al pronto soccorso allora non erano ancora nella lista
    delle malattie angoscia. Scusa se te ne ho parlato non sapevo proprio cosa dirti.
    bye

    • extemporaneous scrive:

      Carissima, innanzitutto auguri di Buon Anno anche a te, spero sia iniziato nel migliore dei modi.
      Perdona la mia ignoranza ma non ho capito la tua reazione. Non so se tu sia rimasta colpita in senso buono o in senso negativo. In questo periodo della mia vita ho vissuto una miriade di emozioni e pertanto sono emotivamente sfasato tanto da non riuscire più a leggere tra le righe. Scrivo per sfogo, è una esplosione di sensazioni che preferisco mettere per iscritto nero su bianco magari con qualche tonalità a volte malinconica, a volte colma di speranza ed ottimismo. Mi aggrada molto il fatto che tu legga i miei scritti e sono particolarmente colpito dal tuo modo di interpretarli (strano ma interessante); è risaputo ormai il fatto che certe donne abbiano una sensibilità davvero profonda e la cosa mi entusiasma assai. Cmq amica di penna, ci sentiamo presto. Un abbraccio.

  2. milfer scrive:

    …strano perchè?Anche il tuo articolo può definirsi strano,spesso tutti scriviamo di cose che conosciamo solo noi e scriviamo in modo ermetico,lo dico perché tu scrivi proprio così, non è una colpa sia chiaro, io meno quando parlo di un film e può essere strano il film lo voglio capire almeno a pelle. TU NO TU ALLUDI a cosa lo sai tu e ci mancherebbe. Si commenta anche solo dicendo “ciao” Si e’ meno strani cos ? Gli acufeni sono collegati al tuo scritto per com’è scritto, non per il senso, ma portava alla mia esperienza che descrivo. Cercavo un commento al riguardo e l’hotrovato sul post “l’eleganza del riccio” del 29/8/08 scrivo in data 6/6/10:….Credo che il silenzio (sia chiaro non intendo il silenzio del tacere no assolutamente) sia uno dei migliori piaceri della vita e non ne posso godere quasi mai, l’altro giorno stavo leggendo come al solito e ho provato la bellissima sensazione che da il “silenzio” mi e’ sembrata un esperienza “ascetica”. Milena
    Lo so questo pensiero andrebbe spiegato, ma penso non interesserebbe nessuno.
    Un saluto
    In quel periodo ero in trattamento con l’ipnosi
    Beato te che non sai cosa sono gli acufeni. Scusa se sono strana.

    • extemporaneous scrive:

      Cara Milena, dalla tua risposta noto un pizzico di astio tra l’altro inutile perché non vedo il motivo di imbastire uno scontro di critiche. Puntualizzo di non aver mai scritto di non sapere cosa siano gli acufeni, anche perché ne sono affetto da 4 anni ed ho imparato anche a conviverci. Sinceramente non avevo trovato un nesso tra il tuo episodio e il mio scritto (ovviamente la mia è una candida ed ingenua interpretazione). Comunque, se non sono di tuo gradimento, non è necessario che tu legga i miei scritti, non sono di importanza vitale, essi rappresentano solo uno sfogo emotivo “personale” che non richiede necessariamente la critica di nessuno. Essi sono scritti di evasione, una lettura disinteressata e senza impegno, forse possono essere un palliativo per i turbinii interiori. Per quanto riguarda l’allusione, io alludo ad una bellissima storia vissuta con una donna conclusasi senza una logica motivazione nonostante sia stato uno splendido idillio. Scrivo per sfogo, non per commiserazione. Ammetto che i miei pensieri siano intrisi di malinconia e romanticismo ma purtroppo io sono fatto così, è una malattia cronica a cui non c’è cura, se non la più totale indifferenza e freddezza emotiva a cui sono allergico. Scusami se in un qualche modo ti ho offeso (anche se a me non sembra proprio!) oppure ho frainteso le tue parole, l’interpretazione è libera e la comprensione è facoltativa. Cordialmente. Francesco

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