Cristallo di sale

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Guardo l’orologio e ascolto il ticchettio incessante e cadenzato dei secondi che passano. Il tempo. Esso è uno spazio illimitato in cui trovano rifugio tutte le sensazioni, una dimensione in cui è difficile cristallizzare ogni attimo. Quando si colgono determinate finezze e piaceri dell’anima, risulta difficile lasciarle andare per accogliere altri istanti; vorremmo trattenere quella meteora di speranze manifeste per sentirci parte integrante di un idillio partorito dal nostro desiderio espresso. Troppe monetine sono state gettate nel pozzo dei desideri e non si è sentito ancora il pomposo tonfo del loro arrivo nell’acqua; forse quel tuffo utopistico è stato sovrastato dal vociare rumoroso delle nostre aspettative. Esse non vanno azzittite, vanno lasciate sfogare fino a quando il confronto con noi stessi le riduce ad un sibilo impercettibile. Una volta estinto quel crocchio assordante rimane solo la realtà dei fatti e la consapevolezza di aver già vissuto quel momento, fino a poco prima, carico di potenziali promesse. Non è facile trovare gli angoli di una sfera, limitiamoci a girarci intorno invece e ad assecondare la curvatura guardandoci sempre in giro per renderci conto che non rimaniamo fermi ma avanziamo incessantemente. Spesso osserviamo solamente i nostri passi concentrandoci sulla fatica di muoverci e non sulla bellezza di tutto ciò che ci passa attorno. Lo sguardo è abbassato sul nostro movimento e perdiamo il continuo divenire degli attimi che si trasformano. Spesso i cambiamenti possono essere più positivi di quello che sembrano ed una insormontabile montagna di ghiaccio può rivelarsi un chicco di sale posto sul palmo di una mano.

Cristallo di saleultima modifica: 2014-11-27T23:49:19+01:00da extemporaneous
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