Dolce amarezza

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Sera. Si consuma il companatico. A fine cena un’amica mi chiede: “come ti sembra? Non è ottimo questo dolce?” – A me è bastato afferrare il cucchiaio e sfiorare con la punta della lingua quella squisitezza per capire che cosa intendesse lei con l’espressione “dolce”. Dolce a tal punto da scatenare una serie di flashback di me e di te. Mi ha rimandato a dolci momenti di una realtà soffocata, un frangente le cui fondamenta poggiavano solide ma si è preferito lasciare tutto allo stato brado. Poi ti ritrovi senza un perché con pensieri che sbattono qua e là tra le anse di valori costruiti con fatica e serviti a nulla in quanto inadatti a ciò che si vive e si fronteggia quotidianamente. Le risate e le battute divengono insipide, onomatopee senza vibrazioni sonore, un film muto senza neanche l’immagine, il baratro inevitabile della malinconia. Si alza un vento freddo, ci si scalda le mani con il solo fiato che esce dalla bocca, incuranti di sprecare gli ultimi litri di ossigeno per pronunciare un nome a cui nessuno risponderà. Non c’è più, è svanita improvvisamente come era apparsa tempo fa; si è dileguata dalla sala cinematografica del lungometraggio a due perché resasi conto di essere inconsapevolmente l’attrice protagonista nonostante pretendesse di condurre un ruolo marginale, senza impegno, dietro le quinte della sfuggevolezza: in fondo desiderava essere la star del set. Rimane solo lo scheletro di una sceneggiatura dalle molteplici correzioni effettuate da un inesperto regista che sperava in un finale mozzafiato degno di onorificenze artistiche. Il copione recava due diversi imprinting uniti, oltretutto, anche da una passione autentica. La passeggiata prende il via solo dopo aver zigzagato tra un vicolo e l’altro in cerca di frammenti di noi, sopiti in qualche angolo buio non raggiunto dalle luminarie dell’amore. Si è fatto freddo, la brina notturna grava inesorabile. Indosso le vesti del coraggio e della volontà di andare avanti auspicando di essere all’altezza del meteo emotivo in cui dovrò imbattermi proseguendo il viaggio.

Dolce amarezzaultima modifica: 2014-10-21T01:36:07+02:00da extemporaneous
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