Fasci di speranza

2014-08-30 19.50.19

Percorrendo gli anfratti erbosi che tappezzano le colline giungo ad una radura dove uno spettacolo semplicemente strabiliante si staglia dinanzi a me. Cronologicamente siamo alla fine dell’estate, concretamente non è mai iniziata; si è fatta avanti timidamente per regalarci qualche serata afosa e giornata soleggiata anche se di fatto non c’è mai stata. Inizia il gioco cromatico del tramonto, i colori si mescolano e si suddividono in un teorema geometrico perfetto che non lascia spazio ad ulteriori modifiche. I riflessi ambrati degli ultimi raggi invitano a far tesoro di quella visione colmando l’inquietudine esistenziale che inconsciamente ci portiamo dentro, tutto il senso di finitudine che l’essere umano ha inciso nel suo codice genetico: una creatura finita che aspira all’infinito, una sete incessante di sapere . L’erba imbrunisce e i primi sentori della notte si manifestano umidificando ogni setola di questo manto verde. I rumori scompaiono, il vocio proveniente dalle case limitrofe si cheta, è un momento estemporaneo in cui la natura si riappropria del mondo; essa regala, agli eletti che si soffermano, la contemplazione di quella magia senza chiedere pegno. Ci mette solo di fronte all’occasione di rinverdire il cuore ingrigito dalla realtà spersonalizzata.

Fasci di speranzaultima modifica: 2014-08-30T21:16:57+02:00da extemporaneous
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