Lontanamente vicino

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Stato estero. Una gita fuoriporta per ingannare i fantasmi dello stress e della routine meccanica. Io e te. Due foglie che si agitano al vento mostrando l’un l’altra le proprie venature come nervi scoperti, sensibili anche al più flebile respiro. La location favorisce la nostra complicità come personaggi di un tempo medievale che stenta a ritornare ma riappare ogni qualvolta si fugge dalla realtà. Tra le feritoie di un’antica rocca cerco di scorgerti come una dama d’altri tempi ammaliato dal tuo sorriso spontaneo e inusuale: un peccato non riesca ad esternarlo di consueto. Mi addentro nei meandri bui di una stanza fatta di pietre e lastricati come se fossi stato là poco tempo fa. Immagino uno scontro, i soldati che si apprestano a difendere il proprio signore, valorosi cavalieri che combattono con l’unica promessa di raggiungere la propria compagna trepidante desiderosa d’amore. L’assedio termina con la riuscita difesa del forte, scorgo un cavaliere errante dall’armatura usurata dai dardi di mille battaglie. Si ferma, fissa lo sguardo su una feritoia delle stanze reali. Dietro quell’ammasso di pietre e fango si cela l’unica motivazione che lo spinge a combattere: un sogno proibito che aspetta solo di prendere corpo nella dimensione onirica. Ritorno all’ “hic et nunc”, cerco qualcosa, non capisco bene cosa. Ecco un riflesso amaranto degli ultimi sprazzi di un sole cocente. Tu sei lì. Quello che cerco è davanti ai miei sensi.

Lontanamente vicinoultima modifica: 2014-07-18T01:46:05+02:00da extemporaneous
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