Isola che c’é (parte 1)

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Il meritato riposo. Giusto il tempo di mettere qualche indumento alla rinfusa nel borsone e partire verso mete balneari. La strada è lunga ma con un particolare pensiero in testa tutto passa velocemente, divoro chilometri di asfalto voracemente. Giunto a destinazione prendo possesso della nuova dimora, vado in spiaggia dove abbandono la quotidianità. E’ qualcosa di alienante, sembra di essere in un remoto posticino sperduto, lontano da tutto, un’oasi di pace inscritta in un paradiso interno all’inferno. Ammiro l’immensa distesa d’acqua prominente e la splendida lingua di sabbia che segna il fine tra il mare e la terra. Disteso, mi lascio travolgere dall’atmosfera, acciambellato sull’amaca della mia spensieratezza inizio a rilassarmi cullato dal rumore delle onde. Il tocco suadente del vento mi regala piacevoli sensazioni; tra queste si riversano le fragranze esotiche che mi stordiscono con la più inebriante di loro: il tuo profumo.

Isola che c’é (parte 1)ultima modifica: 2014-07-10T23:52:27+02:00da extemporaneous
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