Rimembranze: una passione eterna

Una sera qualunque a digiuno di vecchie sensazioni sento un motivetto in auto. Una canzone all’apparenza insignificante, quelle classiche canzoni che ti accompagnano agli stop e alle rotonde senza una motivazione precisa. Arrivo a casa, parcheggio. Un brivido mi scuote, presto attenzione alla traccia musicale, la ascolto, la degusto come un cognac di vecchia data. Qualcosa mi dice che fa parte della mia vita, un passato non tanto lontano che ogni qualvolta si presenta l’occasione riemerge e mi inietta adrenalina a vagonate. La canzone si fa sempre più strada nella mente, intravedo luci, ambiente noir, persone che ballano su quelle note: una sinergia tra musica e movimento della gente. Qualcuno gioisce, altri tengono il tempo con le gambe, gridano, qualche altro è appoggiato da qualche parte con un drink nella mano sorseggiando avidamente il sapore di una notte ancora lunga. Occhiatine audaci, sorrisetti beffardi, gesti provocatori, riti di iniziazione delle creature della notte. Tutta questa visione è offerta da un punto focale dell’ambientazione, un posto da dove nascono le emozioni e la carica giusta che attivano le persone facendole disinibire. L’inquadratura si fa ancora più lontana, il quadro d’insieme è sempre più nitido e da quel magico posto posso vedere due mani all’opera intente a plasmare emozioni, un tessitore al filare delle armonie musicali: il disc jockey. Riconosco quelle mani, quei gesti, quei movimenti coordinati, quel fare meticoloso…posso sentire quelle carezze date a quella strumentazione; gli odori di tecnologia, il sentore delle aspettative di quelle sere, l’obiettivo di regalare emozioni alienando, seppur qualche ora, il pubblico dalle facezie quotidiane. L’approccio iniziale, la preparazione,  le cuffie da indossare come un fonendoscopio per captare i sintomi emotivi e selezionare il farmaco giusto (il pezzo adatto) per provocare la loro gioia. Ogni volta un brivido freddo che parte dall’orecchio fino al tallone: l’elettrizzante artefice del divertimento.  Estraniarsi dal resto dell’ambiente e creare una scia coinvolgente. Questo è quello che ho provato, vissuto e ancora vivo. Non riesco a fare a meno delle nottate in bianco, di quei resoconti a fine serata con chi ti è stato accanto aiutandoti a servire quelle perle sonore nel modo più consono alle circostanze. Non si può frenare questo ardore che scorre nelle vene, la passione non si è mai arrestata.  Il ritorno è ormai prossimo.

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Rimembranze: una passione eternaultima modifica: 2014-06-04T23:41:38+02:00da extemporaneous
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